Fabio

Il Cammino di Fabio

I pensieri del nostro amico Fabio che ha percorso il Cammino nel mese di settembre 2018 in solitaria.

26 settembre 2018

Non avevo ancora scritto un post sul cammino perché ogni sera dicevo di essere stanco, e lo sto facendo proprio oggi che di km ne ho fatti 50! Oltretutto abbinandoci una foto non proprio tra i miei “profili” migliori (tra l’altro scattata PRIMA e non dopo la tappa odierna), ma significativa nel rappresentare lo stato d’animo un po’ spensierato con cui sto vivendo questa piccola avventura.

Un’avventura nata per caso, dal momento che avevo letto anch’io come altri la notizia della nascita del Cammino su Internet a Luglio. Non pensavo di farlo così a breve, ma l’idea che una mattina sarei potuto partire per andare in Maresana, come faccio spesso, ma per poi riapparire dopo 10 giorni ( “mamma oggi faccio un giro un po’ largo, non aspettarmi per cena), ecco mi ha preso un po’ la testa.

E spiegare il perché di questa cosa non è semplice, tanto è vero che ancora adesso quando qualcuno mi chiede perché lo sto facendo, mi sento un po’ nella versione povera di Forrest Gump rispondendo: “Beh, volevo solo un po’ camminare, e lo sto facendo”, come se camminare senza avere limiti mi aiutasse a prendere consapevolezza e possesso degli spazi intorno a sé, lasciando il segno di una linea tratteggiata ben marcata dai miei passi.

Comunque, in questi panni da piccolo esploratore di giardino, da Giovedì mattina ho percorso circa 200 km, salendo su e giù per strade, sentieri, passi, boschi, vallate per un totale di 7000m di dislivello positivo, rimanendo ad una media di altezza di quasi sempre 1000m.
Tuttavia il dato più bello a cui mi piace pensare è che in questi 6 giorni ho camminato per 60 ore immerso nella natura. In questo lasso di tempo ho passeggiato ascoltando il silenzio di un filo d’erba mosso dal vento, accompagnato dalla melodia di un campanaccio di una mucca al pascolo. Circondato da montagne verdi ho goduto ancora del sole caldo Settembrino, e delle frescura nei sottoboschi di passaggio, ai cui piedi l’autunno inizia a spuntar come funghi.
Inoltre ho migliorato la mia geografia Orobica, imparando che dalla Maresana, tutti i sentieri in qualche modo portano ad Olera (se no ero spacciato già i primi 5 km). Che per andare a Salmezza, non devo per forza passare per il Filaressa. Son stato sul Cornagera, ad Aviatico e ho scoperto che da lì si arriva ad una Valle che si chiama Val del Gru. Che da Novazza si vedono gli Spiazzi di Gromo, e che dagli spiazzi di Gromo si vede Novazza, e che in linea d’aria saranno distanti 4 km, ma io ne ho fatti 40 per arrivarci due giorni dopo.
E la sera, una volta giunti meta, dopo una lunga giornata di cammino ho sempre trovato un letto pronto ( e/o affini) ed una doccia calda ad aspettarmi, anche se il vero valore aggiunto è stata la generositá delle persone che hanno scelto di ospitarmi, con cui è stato incredibilmente piacevole condivere racconti di vita e di cammino davanti ad piatto di Casoncelli e vino rosso.

Ora che mi trovo al giro di boa, sento già quasi un po’ di malinconia, perché un’esperienza del genere sposta un po’ più in là i confini, lasciandoti la sensazione che non ti stancheresti mai di spostarti, muoverti, esplorare, trovando nuova linfa vitale in ogni passo mosso in avanti tra le meraviglie del mondo.
Ma comunque mancano ancora 4 giorni, ed è troppo presto per trarre conclusioni o provare a rattristarsi. C’è solo spazio per esplorare, conoscere e far fluire i propri sogni.

Buen Camino!

30 settembre 2018

Come capitato spesso in questo cammino, anche stasera son arrivato al calar del sole, e più precisamente alle 19.13, minuto in più, minuto in meno. Come fossi un turista qualunque, mi son seduto vicino alla fontana e ho chiesto ad un passante di scattarmi una foto, nonostante la batteria scarica ed il flash che non andava. Sapevo che non poteva venire un capolavoro, ma non importava. Quel che importava era avere un ricordo di quella volta che Piazza Vecchia, fu la mia Santiago.

10 giorni di cammino per un totale di ben 335 km, 13.000m di dislivello, almeno 60 tra comuni e frazioni toccate, ed una complessa rete di collegamento di itinerari trekking della Bergamasca.

Non di certo un’impresa, ma senza dubbio una una grandiosa esperienza, forse la più intima che abbia mai fatto. Sarà perché da un lato, ho “giocato” in casa, e più precisamente ad uno di quei giochi che si trovano sui giornali di enigmistica in cui bisogna unire i puntini con una linea: ecco, un disegno così chiaro della Val Seriana non l’ho mai avuto. Dall’altro, passare tante ore da solo nel verde, è ossigeno nuovo per l’anima e la mente.
Se qualcuno di voi lo farà prossimamente, il mio augurio è che, al di là dei vostri scopi per cui partirete , possiate davvero viverne la genuinità con cui è stato concepito, senza magari troppa fretta, e godendone a pieno la bellezza.
A tal proposito concludo facendo i complimenti proprio a Gabriella Castelli ed il suo team per l’impegno e la passione che ci hanno messo, e ci stanno mettendo tutt’ora per portare avanti il progetto.

Natura, Spiritualità, Arte-Cultura, Accoglienza-Condivisione: questi sono i 4 punti cardine del quadrifoglio, simbolo del Cammino, e che spero siano destinati a diventare sempre più punti forza.

Bene, e come sempre… Buen Camino a tutti!

Fonte: Post FB di Fabio Pablo Chiusano